OpenClaw e la filosofia dell'unicorno solitario

2/18/2026
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OpenClaw e la filosofia dell'unicorno solitario\n\nPeter Steinberger ha fatto una cosa strana. Con la forza di una sola persona, ha creato il progetto open source in più rapida crescita nella storia di GitHub. Poi, ha accettato l'invito di OpenAI.\n\nL'aspetto interessante di questa storia non è la tecnologia, ma le profonde verità che rivela sul software, sul lavoro e sul valore.\n\n## L'essenza degli strumenti\n\nQuando si osservano i casi d'uso di OpenClaw, si nota uno schema: le persone lo usano per fare cose che non farebbero da sole, piuttosto che cose che non vogliono fare da sole.\n\nQuesta distinzione è importante.\n\nSe si trattasse di quest'ultimo caso, sarebbe solo una questione di efficienza. Ma il primo significa che i confini delle capacità vengono estesi. Un idraulico utilizza OpenClaw per gestire il suo sistema di gestione delle emergenze 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non sa scrivere codice, ma ora ha un'AI che lo aiuta a gestire le telefonate dei clienti, a programmare i lavoratori e a tenere traccia dell'inventario.\n\nNon si tratta di uno strumento che sostituisce una persona. Si tratta di uno strumento che permette a una persona di diventare ciò che prima era impossibile.\n\n## Il paradosso dell'open source\n\nIl codice sorgente di OpenClaw è di sole 4.000 righe. In confronto, Clawdbot ne ha 430.000.\n\nQuesto contrasto è sconcertante. Come può un progetto con sole 4.000 righe di codice avere un impatto così grande?\n\nLa risposta sta in ciò su cui si basa. OpenClaw non è costruito da zero. Si basa sulle spalle di grandi modelli come GPT, Claude e Gemini. L'unica cosa che fa è collegare l'intelligenza di questi modelli al mondo reale.\n\nQuando ci si rende conto di questo, si vede una tendenza più ampia: il valore del software si sta spostando dall'

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