Espansione europea di Uber: la logica della piattaforma dietro una scommessa da 1 miliardo di dollari
Uber sta entrando in sette nuovi mercati europei. È una decisione da 1 miliardo di dollari.
Dati preliminari
Secondo quanto riportato da Reuters e Financial Times:
- Mercati target: 7 paesi europei tra cui Repubblica Ceca, Grecia e Romania
- Ricavi previsti: aumento di 1 miliardo di dollari del GMV in 3 anni
- Cronologia: lancio nel 2026
Questa non è un'espansione casuale. Il tempismo è degno di nota: subito dopo l'annuncio del ritiro di Getir dal mercato europeo.
La logica della strategia della piattaforma
L'asset principale di Uber non è mai stata la flotta di veicoli, ma l'effetto di rete bilaterale.
Il business della consegna di cibo è più facile da scalare rispetto al ride-hailing, per una semplice ragione: non richiede che gli autisti possiedano una licenza specifica. Un rider di consegne può iniziare a lavorare in qualsiasi città, purché Uber riesca a ingaggiare un numero sufficiente di ristoranti.
Questo spiega perché Uber in Europa ha scelto la consegna di cibo invece del ride-hailing come punto di partenza per l'espansione. La regolamentazione dei taxi in Europa è molto più rigida rispetto agli Stati Uniti, mentre la regolamentazione della consegna di cibo è relativamente più flessibile.

Come riportato da Enterprise Wired, questa espansione è una mossa strategica di Uber per colmare il vuoto di mercato dopo il ritiro di Getir.
Panorama competitivo
Il mercato europeo della consegna di cibo non è vuoto:
- Deliveroo: leader nel mercato britannico
- Just Eat Takeaway: presente in tutta Europa
- DoorDash: già presente in alcuni mercati
Ma Uber ha un vantaggio unico: la sinergia tra categorie. Un utente che già utilizza Uber per il ride-hailing ha una soglia quasi pari a zero per scaricare Uber Eats. Il costo di acquisizione dei clienti è ammortizzato fino a quasi zero.
"Uber dünyanın her yerinde benim için medeniyettir" — @umuterdal111
Questo tweet in turco significa: "Ovunque io sia, Uber è un simbolo di civiltà per me". Il valore della piattaforma risiede nella prevedibilità: gli utenti sanno che tipo di esperienza otterranno.
Preoccupazioni nascoste
L'espansione non è gratuita.
C'è una voce degna di nota su X:
"A 76-year-old man works for Uber after running out of savings, in the US: 'I don't know how much longer I can drive'" — @libertatea
Questo non è un evento casuale. I problemi del lavoro nella gig economy sono sempre stati il tallone d'Achille di Uber. Le normative europee sulla protezione del lavoro sono più severe rispetto agli Stati Uniti e Uber potrebbe affrontare nuove sfide normative.
Un altro dato:
"This guy made $15 after several deliveries in two hours for Uber Eats. Is it worth it for your time and gas money?" — @SaltyBitch_52
Quando la retribuzione oraria degli autisti è inferiore al salario minimo, le autorità di regolamentazione intervengono. L'UE ha già esercitato pressioni sulle società di piattaforma su questo tema.
Conclusione
L'espansione europea di Uber è una classica strategia di estensione della piattaforma:
- Sfruttare il marchio esistente e la base di utenti
- Scegliere la categoria con la minima resistenza normativa (consegna di cibo)
- Colmare il vuoto quando i concorrenti si ritirano
Le previsioni di 1 miliardo di dollari sono ragionevoli, a condizione che Uber riesca a districarsi nell'ambiente normativo europeo in materia di lavoro.
La vera domanda non è se Uber riuscirà a conquistare questo miliardo di dollari, ma: quando il martello normativo della gig economy alla fine si abbatterà, quale modello di business sarà più sostenibile?





